Festival dell’inclusione
Negli ultimi anni ho avuto molte occasioni per raccontare la mia storia, ma ogni volta è diversa. Questa volta, nell’intervista che trovate qui sopra, ho voluto condividere non solo il mio percorso personale, ma soprattutto una riflessione su cosa significhi davvero inclusione — nella vita, nello sport e nella società.
Sono partito dalla mia esperienza, dai dieci interventi che mi hanno permesso di guadagnare centimetri e autonomia, ma soprattutto consapevolezza. Oggi mi rendo conto che ogni centimetro conquistato è stato anche un passo verso una visione più ampia del mondo: un mondo che deve sapersi adattare alle persone, e non il contrario.
La forza delle esperienze condivise
In questa intervista ho cercato di portare un messaggio semplice: nessuno di noi sceglie le proprie condizioni di partenza, ma tutti possiamo scegliere come viverle.
Io ho scelto di trasformare le mie in un’occasione di crescita, e oggi cerco di restituire, attraverso la mia attività politica e i progetti sociali, ciò che la vita mi ha insegnato: che la vera altezza di una persona si misura nella capacità di rialzarsi e far rialzare gli altri.
Guardando avanti
Parlare di inclusione non basta: serve agire.
Ogni scuola, ogni azienda, ogni associazione può diventare un luogo inclusivo, se decide di esserlo davvero.
Io continuerò a portare questo messaggio ovunque: perché una città, una squadra o una comunità si misurano dalla capacità di non lasciare indietro nessuno.
📹 Se non l’hai ancora visto, qui sopra trovi il video completo della mia partecipazione.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi: lascia pure un commento o raccontami la tua esperienza con l’inclusione, nello sport o nella vita.